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AMORE IN AZIONEAMORE IN AZIONE
Testimonianze alla vigilia della canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta
venerdì, 02 settembre 2016

E' tutto pronto per la canonizzazione della santa di Calcutta, un evento chiave del Giubileo della Misericordia, ha sottolineato il nuovo direttore della sala stampa vaticana Greg Burke: 15 le delegazioni officiali, 600 i giornalisti accreditati, 120 gli enti televisivi collegati in tutto il mondo, per trasmettere la celebrazione da san Pietro, dove le telecamere del Centro Televisivo Vaticano sono disposte per rendere in modo particolare l’abbraccio del colonnato del Bernini.
Il Superiore Generale dei Padri Missionari della Carità, e Postulatore per la canonizzazione di Teresa di Calcutta ha spiegato il legame tra la santa e l'anno della Misericordia:
la Madre era totalmente consapevole di avere bisogno della misericordia di Dio, riconoscendo la propria povertà interiore, la debolezza umana, e proprio per questo era pronta a perdonare, a estendere misericordia agli altri. Prima regola per lei era ricevere la misericordia, la confessione non era abitudine o di routine, ma il modo di incontrare l'amore di Dio ogni volta di nuovo.
Ella ha sempre portato l'annuncio dell'amore di Dio per i peccatori.
Toccante la testimonianza di Marcílio Haddad Andrino, giovane ingegnere brasiliano miracolato per intercessione della Beata di Calcutta, e guarito da ascessi cerebrali con emiparesi del corpo, inoperabili. La moglie ricevette la reliquia di Madre Teresa il 5 settembre, poi la preghiera insistente dei familiari e della comunità parrocchiale contro ogni speranza, quando la medicina non poteva fare più niente; il 9 dicembre 2008, dopo una lunga malattia, l’inizio della guarigione. Nel 2010 e nel 2012 la nascita dei due figli: “Questo – ha concluso – ha completato il miracolo concesso da Madre Teresa alla mia famiglia”. La moglie Fernanda ha raccontato di aver chiesto a Madre Teresa di curare Marcilio se era la volontà di Dio. Altrimenti che lo prendesse per mano e lo accompagnasse alla casa del Padre senza sofferenza. Le nostre preghiere, ha detto, grazie a lei, sono state esaudite.
P. BRIAN KOLODIEJCHUK M.C.
Superiore Gen. Missionari della Carità - Postulatore Madre Teresa
Quando l'ho incontrata la prima volta nel 1980, aveva già 70 anni, e sono rimasta colpita dalla energia, dall'iniziativa, dalla sua guida; così la ricorda Sr. Mary Prema, Superiora Generale delle Missionarie della Carità. “Era veramente una madre che guidava le sorelle. Era per noi una madre e una maestra: ha portato nella vita religiosa con così tanta gioia ed entusiasmo che tutte volevamo essere vicino a lei. Nella comunità, quando veniva a Roma, condivideva lo stesso dormitorio con le sorelle, e i pranzi: non ha mai accettato nulla di diverso da quello che era comune per tutte le altre sorelle. Ogni volta che una di noi era in difficoltà sperimentando problemi o fallimento, la Madre era lì per incoraggiarci, accoglierci, amarci come siamo.
Mi hanno chiesto se sperimento la vicinanza della Madre; penso che quello che ha fatto durante tutta la sua vita, portandoci a Gesù e a Nostra Signora, lei continua a farlo ora; non ha fatto nulla per legare le persone a sé, al contrario, sempre ci ha guidato a Gesù, e a Maria, e specialmente al ss. Sacramento (Signore Eucaristico).
P. BRIAN KOLODIEJCHUK M.C.
Superiore Gen. Missionari della Carità - Postulatore Madre Teresa
Nella sua vita religiosa, l'amore della Madre per Gesù era messo in azione:
tutto iniziava con la preghiera al mattino presto, alle 5, anche in età avanzata cercava di essere la prima in cappella, per dire a Gesù quanto lo amasse; dopo la preghiera e la S. Messa era pronta a darsi in ogni necessità ci fosse, e a incoraggiare le sorelle. Spendeva quasi ogni giornata istruendo le sorelle, guidandole, guidandoci nel modo di vivere concretamente le alte richieste della spiritualità di amore, fiducia, totale abbandono, e sempre con il sorriso.
“I believe that Mother’s smile….
Penso che il sorriso della Madre sia stato il suo regalo a Gesù e al mondo, perché le persone – vedendo quel sorriso – non avessero tristezza nel cuore e comprendessero appunto la gioia e la speranza che derivano da un cuore che prova amore per il Signore”.
La sua visione del mondo e delle persone era che ognuno è amato infinitamente da Dio ed è creato per amare ed essere amato; finché non troviamo questa energia profonda e presenza essenziale nel nostro proprio cuore, non ci sarà pace. Per questo la madre ovunque andasse, portava la conoscenza dell'amore alle persone, perchè potessero ricevere la felicità di essere amate da Dio, e condividere questo amore amando gli altri.
Il suo lavoro per i poveri tra i poveri è comprensibile, come un sovrabbondare del suo essere attaccata a Gesù, della castità, del vero amore per Dio, e della vera povertà, condividendo pene e sofferenze con coloro che erano intorno a lei.
Calcutta al tempo in cui la madre vi operava, era in grande miseria. Ma lei non voleva risolvere tutti i problemi di Calcutta ma amare la persona sofferente, e fare una differenza nella vita di quella persona.
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